Le Pignatte o Olle

Dopo le “Calcarelle”, per trattare il minerale di zolfo furono usate le olle in terracotta o pignatte, una importante fabbrica di olle era attiva nei sec. XVII – XIX a M. Sasso di Mercato Saraceno.

Il minerale di zolfo frantumato veniva posto in un recipiente di terra refrattaria a diretto contatto col fuoco.
Lo zolfo fondeva e, sotto forma di vapore, passava in un secondo recipiente dove si condensava e colava nelle apposite forme di legno dove si rapprendeva.

Una volta completato il ciclo, venivano estratti i «rosticci» (materiale poroso residuo della fusione del minerale di zolfo) e si tornava a versare dell'altro minerale per ripetere l'operazione.

Antichi metodi di estrazione del minerale di zolfo. Da Masini, 1759.
Attrezzi usati per l’estrazione e la lavorazione dello zolfo nel 1700. Da Masini 1759.
Distillazione dello zolfo nel 1700.
Da Masini 1759
Olla in terracotta per la fusione dello zolfo proveniente dalla fabbrica di M. Sasso di Mercato Saraceno Nome del fabbricante A.B. Antonio Balducci Sec. XVIII- Foto A. Veggiani

Dall'inizio del 1800 si sostituirono le olle di terracotta con quelle di ghisa, anche con questo sistema non si raccoglieva tutto lo zolfo contenuto nel minerale; allo stato di anidride solforosa, esso si espandeva liberamente nell'atmosfera con grave danno per l'agricoltura.

 

A sinistra: Olla in terracotta per la fusione dello zolfo proveniente dalla fabbrica di M. Sasso di Mercato Saraceno
Nome del fabbricante A.B. Antonio Balducci Sec. XVIII- Foto A. Veggiani

PARCO MUSEO MINERARIO DELLE MINIERE DI ZOLFO DELLE MARCHE E DELL'EMILIA-ROMAGNA
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